Nato in Italia nel primo dopoguerra e diffusosi in Europa sotto varie forme, il fascismo rigetta radicalmente la democrazia liberale, il parlamentarismo, il pluralismo e l’internazionalismo socialista. Concepisce la nazione come un organismo organico e gerarchico in perenne lotta contro nemici interni ed esterni.
Istituisce uno Stato totalitario a partito unico guidato da un capo indiscusso («Duce»), che mobilita costantemente le masse, impone il controllo statale sulla vita pubblica ed economica (corporativismo), glorifica la violenza, la disciplina marziale e persegue l’espansionismo bellico imperialista.